Katsushika Hokusai è nato ad Edo (attuale Tokyo) nel 1760. La sua carriera di artista comincia molto presto, inizia a dipingere all’età di sei anni. Katsushika Hokusai è conosciuto con circa una trentina di nomi. Effettivamente, in Giappone gli artisti cambiano nome a seconda del loro periodo. Katsushika Hokusai si configura come l’artista conosciuto con più nomi in vita. Le sue prime stampe risalgono al 1779, esse rappresentavano un soggetto caro allo studio di Katsukawa Shunsho in cui Hokusai lavorava. Nel 1793 il maestro Shunsho morì, fu allora che Hokusai iniziò ad interessarsi ad altri stili d’arte ( come lo stile europeo). In particolare, Hokusai è famoso nel mondo per le 36 vedute che sono il frutto di una sua personale ossessione con il monte Fuji. Hokusai nel tempo andò controcorrente e cambiò i soggetti delle sue opere distaccandosi dai tradizionali soggetti, come cortigiane ed attori, al contrario, si dedicò ai paesaggi e a scene di vita quotidiana in Giappone a tutti i livelli sociali. Ciò ha rappresentato un originale passo in avanti nella sua carriera.

Nel primo decennio del 1800 la sua carriera esplode, diviene sempre più celebre per le sue opere. Il suo primo libro è stato pubblicato nel 1814 e rappresenta il modo per fare manga, disegni e soprattutto caricature. Questa prima opera ha poi influenzato il fumetto moderno. Muore il 10 maggio del 1849.

Ma, come nascono i manga giapponesi e quali sono le loro caratteristiche?

Si pensa che la primissima forma di manga sia nata attorno al XII secolo, quando venivano usati i rotoli di pergamena in cui venivano rappresentati animali antropomorfi come rane o conigli.

Hokusai ha coniato la parola manga per indicare le loro raccolte di disegni. Inizialmente usati come strumenti di propaganda  vengono successivamente influenzati dai fumetti e cartoni animati della cultura occidentale, trasformandosi a poco a poco in un prodotto davvero unico. Il formato è diverso rispetto ai classici fumetti: sono solitamente di formato tascabile, composti da almeno 100 pagine, e leggibili da destra a sinistra.  I colori costituiscono una delle peculiaritià e differenze rispetto ai fumetti occidentali: a parte la copertina e qualche inserto, la quasi totalità dei manga è in bianco e in nero. Lo stile classico è caratterizzato da occhi grandi, nasi piccoli e teste tondeggianti; le proporzioni del corpo non sono molto realistiche. Da tale stile sono stai poi elaborate numerose varianti fino a disegno con tratto semi- realistico.

 

 

 TAG:     

 

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

LASCIA UN COMMENTO